La fine di Osama Bin Laden

Confesso di non essermi granché emozionato di fronte alla fine di OBL. La sensazione è un po’ quella che si prova alla notizia della morte di una vecchia gloria del cinema o del teatro, ritiratasi da anni, dimenticata dai più. Mi auguro che l’esecuzione sul posto operata dai Navy Seals serva almeno a far rieleggere Obama, perché non la metterei tra i migliori esempi di rispetto del Diritto.

Premesso che non piango certo per la fine dell’arciterrorista, e semmai rimpiango che ci siano voluti dieci anni e due guerre inutili per arrivare a questa conclusione, mi sembra che l’episodio riapra ancora una volta la questione, sia giuridica che politica, della differenza tra una guerra e un’operazione di polizia. Alcune domande restano aperte: che status aveva Bin Laden, al momento della sua ‘scoperta’? Criminale di guerra soggetto a mandato internazionale? Combattente di un’esercito nemico al quale si applicano determinate regole d’ingaggio (leggi: sparare a vista)? Rimango in definitiva perplesso di fronte a quella che mi sembra si possa definire un’esecuzione sommaria

Quella qui sopra è l’autocitazione di un’email che ho inviato all’esponente radicale Michele De Lucia. Mi interessa l’opinione dei Radicali, ai quali ho dato a volte il mio voto (e coi quali rispetto alle faccende economiche mi trovo spesso in disaccordo). Credo siano l’unico movimento che abbia a cuore il concetto di legalità in questo paese. E amo la rassegna stampa di Massimo Bordin, naturalmente. La sollecita risposta di De Lucia mi conferma che secondo lui sarebbe stata auspicabile una cattura seguita da un processo.

E su Repubblica, anche il giurista Antonio Cassese, di sicuro più titolato del sottoscritto, solleva importanti obiezioni su quanto accaduto:

La terza violazione è quella di un principio fondamentale di civiltà giuridica. Uno Stato democratico non può trasformarsi in assassino, tranne che in due casi.

Anzitutto nell`ipotesi di violenza bellica in atto. Ma tra gli Usa e Al Qaeda non c`è guerra, né internazionale né civile; l`azione statunitense contro le reti terroristiche di Al Qaeda è solo azione di polizia che, se intende dispiegarsi a livello internazionale, ha bisogno della cooperazione delle forze dell`ordine degli altri Stati, gli Usa non essendo un gendarme planetario.Delresto, ancheinunaguerra internazionale il nemico può essere ucciso solo in campo dibattaglia, non a casa sua, tranne che si difenda con le armi, sparando e uccidendo; se sorpreso inerme nella sua dimora, va catturato e, se autore di crimini di guerra, processato.

Il resto dell’articolo lo trovate nella rassegna stampa del nostro beneamato governo.

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2 thoughts on “La fine di Osama Bin Laden

  1. Kurdt ha detto:

    Cioè ma poi ti che te credessi mejo de l’americani?

    Volevo vedere se te buttavano a te na torre su per culo se te piaceva tanto e seguivi a fare sti distinguo da suoretta incattivita dalla menopausa eh!

    La veritas in mezzum stat dicevano i latini, e nel caso di Osama, stat in mezz’agli occhi!

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