Occorre crederci davvero, in certe avventure. Ogni giorno il Partito Democratico, ormai ricoperto di pece e piume, ci regala un altro capitolo del suo disastro. Prendere posizione è anche più difficile per un patologico cacacazzi come il sottoscritto, che sostiene Renzi ma è altresì convinto che:

1) vadano formalmente separate le figure di segretario e candidato Presidente del Consiglio.

2) all’elezione del Segretario debbano partecipare i soli iscritti e, soltanto alle primarie per il candidato Pd, tutti i potenziali elettori.

Questo mi parrebbe puro buon senso, in una situazione più serena. Il problema è che lo Statuto attualmente in vigore dice il contrario. In generale, vale la regola aurea per cui le regole non si cambiano a gioco iniziato, e comunque appare evidente come a volerle cambiare ora, prima del congresso e con modalità non chiarite, sia l’area più regressiva dell’apparato, che non si sa se agisca in nome della conservazione del potere o di un più o meno consapevole cupio dissolvi. Un problema di non facile soluzione, che la direzione nazionale ha pensato bene di rimandare a dopo che la Cassazione avrà deciso su B. (lascio a voi il compito di riflettere su una classe dirigente che programma il calendario politico a partire dalle sentenze dei tribunali…).

In tutto ciò, almeno un segnale positivo mi sembra di averlo trovato, e viene da Fabrizio Barca. La mia diffidenza e il mio inguaribile sarcasmo cedono il passo alla stima (saranno il caldo e la stanchezza). Barca si rivela capace di sintesi efficaci e di proposte concrete, nonostante (o proprio in virtù di) una lunga esperienza ministeriale. A partire dall’idea – in questo paese davvero rivoluzionaria – di voler “separare Stato e partito”, Barca propone sei questioni, sei impegni che ogni candidato segretario al PD dovrebbe prendere. Non vi sembrino questioni irrilevanti. Fossi in voi, darei un’occhiata all’agile documento di Barca, qui, e parteciperei al sondaggio.

4 pensieri su “Qualcosa di concreto

  1. Prima di dare un occhio alla lista di cui sopra, un paio di cose volanti, che, temo, corrispondano al vero.
    Renzi potrebbe vincere le elezioni, ma potrebbe stravolgere gli apparati; e pochi, in Italia, riconoscono quando è giunta la loro ora. Da qui, il colpo di coda della potente zona senile.
    Avere due potenziali e giovani lider maximo è sempre meglio che averne mezzo scarso, ma anche qui, la lungimiranza dei dirigenti, non supera il mezzo metro. Tra l’altro, a me personalmente, avere due leader democristiani non fa molto piacere, ma l’alternativa è molto peggio, per cui, ben cussì.
    Non ti invidio.
    E ora vado a leggermi Barca.
    Cristiano

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