Ricordare tutto, ricordare bene

Oggi non posso scrivere quello che avrei dovuto (e voluto), per cui vi ripropongo questo post di due anni fa.

flâneurotic

I confini difficili ti parlano della loro Storia anche se non glielo chiedi. Così, quando abitavo a Trieste, aspettando l’autobus in piazza Goldoni, vedevo davanti a me, tutti i giorni, l’insegna della sede dell’Unione degli Istriani. E ricordo il disappunto di un’amica croata di fronte all’uso di chiamare Fiume la sua città, Rijeka. Cioè, Fiume, appunto. « Sono passati tanti anni, basta! », diceva. Obiettavo, senza successo, che mi pareva naturale chiamare un certo luogo col toponimo posseduto storicamente dalla mia lingua, senza per questo avere pretese territoriali su quel luogo. D’altronde, mi sembrerebbe ridicolo dover dire “vado un paio di giorni a London” oppure “Greta è di München”, così come ho trovato fastidioso e un po’ straniante sentire il velista padano, in vacanza nelle meravigliose isole del Quarnaro, insistere sul fatto che lui fosse stato a Krk, non a Veglia. Questo genere di questioni riempie migliaia…

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Una nuova linea editoriale

Al di là delle mie intenzioni, la cronaca politica italiota è di fatto il tema principale delle mie ruminazioni su questo blog. Quando scrivo politica, intendo polemica, ovviamente. Ho deciso di limitare un po’ questa deplorevole tendenza, che comincia a darmi la nausea. Voglio dare più spazio ai miei consumi di cinema, musica, libri, fotografia. Alle arti e all’industria culturale. Alla Cultura (“Il nostro petrolio”? Guardate che il petrolio puzza, eh).

Da domani, quindi, almeno sino a dopo le elezioni, basta politica. Oggi però vorrei chiudere con un paio di considerazioni, e prometto di essere breve!

Ho già scritto che voterò disciplinato PD, per quanto trovi il programma di Bersani piuttosto deludente. E’ un programma che non è fatto per cambiare l’Italia, e va bene così, perché da queste elezioni non uscirà un governo in grado di cambiare alcunché. Voto PD perché se dovesse vincere ancora Berlusconi mi vedrei costretto ad emigrare, e non ne ho voglia (non ho più l’età).

Ciò detto:

mancano diciotto giorni al voto e il principale alleato di coalizione promette in ogni intervista che farà di tutto per impedire al centrosinistra di governare.

Vi pare seria, questa roba qui?