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I cosiddetti liberali

Merita di essere trascritto nella sua interezza un commento dell’economista Michele Boldrin apparso su NoiseFromAmerika. Lo sottoscrivo integralmente. Fatte le dovute distinzioni, esiste una costante nella popolarità di personaggi nefasti come Mussolini Benito, Craxi Bettino e Berlusconi Silvio tra gli autodefinentisi ‘liberali’ nostrani. (Grazie ad Amaryllide per la segnalazione).

L’Italia è strapiena di servi di BS ed ex servi di Craxi che si definiscono “liberali”.

Tanto che oramai io mi vergogno di usare questo termine per definire una mia generale attitudine ideale. Dai Porro ai Martino passando per libertari de noantri, tea parties all’italiana, associazioni “anti-tasse e nient’altro”, ultra-cattolici in crociata, è tutto un autoproclamarsi “liberali” per poi difendere ed appoggiare qualsiasi atto criminale compiuto da BS e la sua banda.

La cosa meriterebbe una riflessione, perché è un fenomeno tutto italiano. Quando provi a dialogare con costoro ti rendi conto che, 8 volte su 10, sono liberali come io sono cinese. In realtà sono semplicemente “anti-comunisti” o, meglio, “antiquellidisinistra”. È una cosa monomaniacale, da minus habens: se l’affermazione X è fatta da uno di “sinistra” allora deve essere sbagliata, se il soggetto in questione (BS in questo caso) è contro la “sinistra” allora ha ragione su tutto e sempre, a priori, e via andando. Il liberismo non c’entra nulla, è pura copertura ideologica nemmeno tanto coerente. In media né l’han capito né l’han studiato.

La cosa più incomprensibile è come, mentalmente, selezionino il gruppo definito di “sinistra”. Non ne son certo ma ho una teoria diciamo così “empirica”, basata sull’osservazione e, purtroppo, la discussione con costoro. La “sinistra” è = exPCI+CGIL, nient’altro. Neanche i gruppuscoli erano di “sinistra” (infatti, decine di costoro son transitati tranquillamente dall’uno all’altro) perché ebbero il merito di “fare il culo” a PCI+CGIL (infatti, a suo tempo gli antenati di costoro ed alcuni fra i più anziani, sotto la guida di Craxi Bettino, ebbero una simpatia tattica per l’autonomia) né lo erano i radicali dei referendum su divorzio ed aborto perché operavano anti-PCI+CGIL. I socialisti, ovviamente, da Craxi in poi sono “anti-sinistra” per definizione, il che permette a personaggi tanto improbabili quanto incoerenti e statal-social-corporativisti come Brunetta, Sacconi e Tremonti di definirsi “liberali” …

La “sinistra”, nella mente di costoro, è PCI+CGIL, ossia la classe operaia delle fabbriche 1920-1980. La radice è una mescola fra l’odio di classe ed il terrore del piccolo borghese per i “rossi” che, nel biennio da essi colorato, venivano a portargli via la “roba” e che, nel decennio 1969-79, portavano gli operai “in centro” a disturbare lo struscio ed i bei negozi. Le radici storiche sono lì. Per questi “liberali” (te lo ammettono se li spingi all’angolo e mi è capitato) Benito era una brava persona (un “liberale”, dopo tutto) che ha dovuto fare quel che ha fatto perché c’erano i rossi da combattere. Come Pinochet il quale, mi spiegò tanti anni fa una variante USA del “liberale” italiano, “ne ha torturati ed uccisi migliaia, è vero … ma dopotutto eran tutti comunisti”. Appunto.

Da questa definizione di “sinistra” segue che chiunque ad essi (exPCI+CGIL) si accompagni, o anche solo qualche volta difenda, tale diventa. È infettivo l’essere di sinistra. Ecco quindi che la Bindi diventa di sinistra e che, nella mente di costoro, quel traditore di Fini è, chiaramente, un amico dei comunisti.

Funzionano così. Non è solo ignoranza (tremenda fra questi liberalidelcazzo, che mi son scocciato delle virgolette), è qualcosa di più profondo. È la paura storica della borghesia italiana per la redistribuzione di ricchezza e potere. Insomma, la ragione per cui il risorgimento italico NON fu nemmeno un tentativo di rivoluzione liberale: troppo rischioso, meglio tenersi il medioevo socio-politico che rischiare che qualche morto di fame ci porti via la roba ed i privilegi medievali … Non a caso il gruppo sociale dove questo tipo di liberaledelcazzo appare con più frequenza (relativa) consiste dell’aristocrazia terriera e della borghesia parassitico-professionale del Sud. Se voi girate per i ministeri romani e v’intrattenete con l’alta dirigenza dei medesimi, una buona parte della quale da lì viene, v’imbattete con grandissima frequenza proprio in questa figura sociale tutta italica: il liberaledelcazzo nostalgico della “parte buona” del regime.

Sono, in realtà, nostalgici di una versione non troppo criminale, non anti-semita e non guerrafondaia (ah, è lì che ci siamo rovinati … se facevamo a meno d’entrare in guerra, ora saremmo liberi di quella teppaglia, cara signora … è hitler che ci ha rovinato!) del fascismo. Oltre che, ovviamente, provinciali di scarsa cultura. Ah, la frequenza relativa di diplomati al liceo classico, fra questi liberalidelcazzo, è particolarmente elevata rispetto alla media della popolazione. Che sia per caso? Non credo. Nient’altro

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