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Grillusconi, la scelta autarchica

Premessa forse inutile – ma di questi tempi è bene non dare nulla per scontato: quando nella Costituzione si dice che la sovranità appartiene al Popolo, non si vuole attribuire ad esso alcun carattere sacro. Si vogliono fissare semplicemente le coordinate di base, marcando la differenza da epoche in cui la sovranità era appannaggio del monarca, che la riceveva nientemeno che dal Padreterno. Ma che sarà mai questo “Popolo”? Liberiamoci dalle ambiguità. Quel “Popolo” di cui molti in queste ore vedono il “risveglio” si chiama folla. Immaginate tanti sonnambuli in cima ad un tetto. Immaginateli nell’atto di rincorrere un tacchino (il famoso tacchino), pericolosamente vicini al bordo.
Magrissima consolazione, quella di chi può dire di aver avuto ragione quasi su tutto. Su Renzi, clamorosa occasione perduta per il Centrosinistra. Sulla folla, populista ed eurofoba, con qualche venatura fascisteggiante, che riempie le piazze. Sul carattere perenne e maggioritario della cultura clientelare: Berlusconi promette di restituire l’IMU, Grillo promette il reddito di cittadinanza. Sull’impossibilità di una maggioranza di governo, con questo sistema elettorale. Onestamente però non mi aspettavo questi numeri, non mi aspettavo una batosta di queste proporzioni. Pazienza per il Centrosinistra: che sia arrivato il momento dell’autocritica? Il punto è che non c’è più tempo per affrontare i problemi delle nostre classi dirigenti di centrosinistra o di centrodestra. Le chiacchiere stanno a zero e sarà bene, almeno stavolta, guardare un po’ più in là della nostra provincia in declino.
Abbiamo degli spettatori esigenti. I nostri vicini (cioè i nostri creditori, coloro i quali ci hanno prestato danaro e continuano a prestarcelo) si stanno dimostrando molto preoccupati. Anziché tentare di affrontare razionalmente i loro problemi economici, anziché liberarsi finalmente dell’imbarazzante Berlusconi, sembra che gli Italiani abbiano voluto puntare i piedi. Il messaggio di questo risultato elettorale è davvero semplice e cristallino: «Vaffanculo, Europa. Vaffanculo “Europa dei banchieri”, aridatece la nostra liretta. Possiamo farcela da soli, coi limoni al posto del detersivo, la mooncup al posto degli assorbenti e l’aloe vera al posto dei farmaci».
Sarà dura convincerli che non è così, e che in troppi hanno semplicemente votato a cazzo di cane. Il Parlamento della XVII legislatura assomiglierà ad una tremenda marmellata di cachi. Eppure da questa marmellata, a qualsiasi costo, deve venir fuori almeno una legge elettorale decente.
Ce la fanno, secondo voi?
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Una nuova linea editoriale

Al di là delle mie intenzioni, la cronaca politica italiota è di fatto il tema principale delle mie ruminazioni su questo blog. Quando scrivo politica, intendo polemica, ovviamente. Ho deciso di limitare un po’ questa deplorevole tendenza, che comincia a darmi la nausea. Voglio dare più spazio ai miei consumi di cinema, musica, libri, fotografia. Alle arti e all’industria culturale. Alla Cultura (“Il nostro petrolio”? Guardate che il petrolio puzza, eh).

Da domani, quindi, almeno sino a dopo le elezioni, basta politica. Oggi però vorrei chiudere con un paio di considerazioni, e prometto di essere breve!

Ho già scritto che voterò disciplinato PD, per quanto trovi il programma di Bersani piuttosto deludente. E’ un programma che non è fatto per cambiare l’Italia, e va bene così, perché da queste elezioni non uscirà un governo in grado di cambiare alcunché. Voto PD perché se dovesse vincere ancora Berlusconi mi vedrei costretto ad emigrare, e non ne ho voglia (non ho più l’età).

Ciò detto:

mancano diciotto giorni al voto e il principale alleato di coalizione promette in ogni intervista che farà di tutto per impedire al centrosinistra di governare.

Vi pare seria, questa roba qui?

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