Molti nemici, molto odore

Beppe Grillo sbrocca una volta di più, insulta Il Fatto e perde il Passaparola di Marco Travaglio. Fine di un bizzarro matrimonio. Nelle stesse ore, l’energico comedian pubblica le sue riflessioni sul tema della secessione, con ampi squarci sulla “vera” storia del nostro Risorgimento. Qualcuno gli potrebbe spiegare che il Regno Lombardo-Veneto fu una creazione dell’occupante austriaco? Ma anche no: che cosa si può spiegare ad un volgare demagogo che quattro anni fa cavalcava senza ritegno la paura di Rom e Romeni? Se n’è parlato a lungo, la tattica di Grillo e di chi lavora con lui si riassume in due tratti elementari: da una parte la ricerca del tema statisticamente più rilevante in un dato momento, che fornisce l’argomento delle reprimende. Dall’altra la fasulla ricerca di purezza assoluta e il rifiuto di qualsiasi voce che non sia la propria. Una sorta di selvaggio marketing politico che conduce inevitabilmente a periodiche rotture con i (pochi) alleati e allo spiazzamento di parte della base. E’ possibile che un simile gioco vada benissimo per un’attività puramente mediatica (e commerciale), meno per un progetto politico propriamente detto. Purtroppo credo che il peggio di Grillo rappresenti qualcosa che sta in gran parte al di fuori del suo movimento. Si tratta della pancia, anzi del borbottante colon retto di un Paese allo sbando. Secondo voi è intelligente scherzare con una colite spastica?

Degno di nota il primo commento, il più votato, al post intitolato Soli :

“Cosa ci vuole, una rivoluzione? E se ci vuole, cosa aspettiamo? Referendum :per cosa? Bisogna agire, ci vuole un Robespierre, ci vuole un Hitler, bisogna fare piazza pulita, ma soprattutto bisogna fare presto.”