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All’indice dei libri rispondiamo con il dito medio. Civilmente.

Raffaele Speranzon fa marcia indietro, Elena Donazzan no. Cielo, sentiranno anche a Destra la crisi del masculo? L’assessora alle politiche educative della mia regione pare aver spedito una letterina ai distretti scolastici per scoraggiare la diffusione dei libri di Wu Ming, Tiziano Scarpa e degli altri firmatari dell’appello pro-Battisti su Carmilla (ormai vecchio di sei anni, quell’appello, tra l’altro). Al che, visto che qualcuno mi accusava di minimizzare la vicenda, ho fatto quello che si dovrebbe fare tutti, anche se non si è dei Wu Minghi (che si dedicano ad un’interessante disamina del personaggio Donazzan qui). Ho scritto anch’io una letterina che vi copincollo qui, assieme all’indirizzo mail dell’assessora: assessore.donazzan@regione.veneto.it

In genere questa gente non risponde mai, nel caso contrario vi terrò informati.

Come cittadino della Regione Veneto desidero esprimere il mio dissenso più totale rispetto alla Sua iniziativa di qualche giorno fa relativa al “caso Battisti”. Mi riferisco ovviamente alla lettera inviata ai dirigenti scolastici nella quale Lei inviterebbe al boicottaggio di taluni autori, considerati ‘diseducativi’ in quanto sostenitori della liberazione di Cesare Battisti. Premesso che non condivido in nessun modo l’appello degli scrittori in favore del latitante – iniziativa comunque legittima – trovo che il Suo gesto rappresenti una grave forma di ingerenza nella vita culturale della nostra regione. Si tratta di un’ingerenza perché non proviene da Elena Donazzan privata cittadina, ma da un assessore regionale. Naturalmente sono certo che la maggior parte dei direttori didattici e degli insegnanti cui Lei si rivolge saprà mantenere la propria indipendenza e che quest’episodio verrà presto archiviato alla voce ‘propaganda’. Vale comunque la pena affrontare il merito della questione, nel momento in cui viene toccato uno dei principi fondativi di qualunque democrazia: la libera diffusione delle idee.
Lei definisce l’esempio degli scrittori firmatari ‘diseducativo’, pur non pronunciandosi sui testi in sé. Anche trascurando il fatto che i libri vivono spesso una vita autonoma rispetto a chi li ha scritti, non si è mai chiesta finora quanti altri autori potenzialmente ‘diseducativi’ abbiano libera circolazione nel nostro paese?
Quest’anno la Francia, tra molte polemiche, si prepara a celebrare Louis-Ferdinand Céline, scrittore antisemita e filonazista, e tuttavia tra i più grandi autori del Novecento. Perché non chiedere di eliminare Céline? E che dire degli autori indicati come ‘formativi’ dal suo collega Raffaele Speranzon – ideatore dell’iniziativa – tra i quali troviamo Mishima? Perché non chiedere la messa al bando dello scrittore fascista, omosessuale e suicida Yukio Mishima? Non li mettiamo al bando perché comunque sono  scrittori di destra, Assessore? Un’applicazione coerente del Suo punto di vista lo richiederebbe: purtroppo, in quel caso, non ci troveremmo più in una democrazia liberale ma in uno ‘stato etico’.
I cittadini del Veneto conoscono la Sua storia politica, assessore. Il Suo comportamento è forse rivelatore di una carenza di cultura democratica e di uno spirito di parte che un amministratore non può in nessun caso permettersi? Attendo una Sua smentita. Nel frattempo Le ricordo che la Costituzione (Democratica e Antifascista, è bene ricordarlo) e il Codice Penale forniscono ai cittadini gli strumenti adatti a combattere gli abusi e le discriminazioni.
Purtroppo non esiste invece alcuna legge che possa frenare l’ipocrisia filistea: molti tra i più noti firmatari dell’appello a favore di Battisti (Tiziano Scarpa, Wu Ming, Massimo Carlotto, etc.) sono pubblicati da case editrici di proprietà del Presidente del Consiglio, il che fa assumere alla vicenda contorni alquanto ridicoli. Perché non estendere il Suo boicottaggio, Assessore Donazzan, al principale responsabile della diffusione dei suddetti autori, e cioè all’editore? Editore la cui persona, peraltro, non si può dire incarni un esempio di virtù per i giovani…
Insomma, caro assessore Donazzan, queste sarebbero le conseguenze etiche e logiche delle sue parole. La invito a riflettere sul fatto che per un amministratore non è sempre necessario intervenire nel “dibattito pubblico”. Un buon assessore alle politiche educative può anche limitarsi a lavorare per garantire il diritto allo studio e ad una scuola pubblica di qualità. Risolvere il problema delle sedi che in Veneto cadono a pezzi e dei trasporti carenti, prima di foraggiare la scuola privata come avviene di questi tempi, sarebbe già sufficiente, mi creda.

(Ho dimenticato anche le formule di cortesia, io che in genere sono così bravino con le lettere formali)


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Speranzon la spara grossa

Come la penso sul caso Battisti lo sanno i pochi che leggono il blog. Non gli dimostrerei alcuna solidarietà, come hanno invece fatto diversi scrittori et homini et foemine de cultura, in Italia e in Francia soprattutto. Ma che i libri di quegli stessi scrittori (Scarpa, Evangelisti, Moresco, Carlotto, Genna, Balestrini, etc.) possano venir inseriti in una sorta di indice dei testi indesiderati e tolti dalle biblioteche pubbliche, come propone l’Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon è, semplicemente e indiscutibilmente, un’idea fascista. Il che per Speranzon potrebbe forse rappresentare un complimento. A titolo di curiosità, riporto una listarella di libri che il nostro considera fondamentali per la sua formazione:

“Ecce Homo” Nietzsche; “Lo Hobbit” e “Il signore degli anelli” di Tolkien; “Il manifesto dei conservatori” di Prezzolini; “Sole e Acciaio” di Mishima; “il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa; “Il Piacere” e “L’innocente” di D’Annunzio; “Nelle tempeste d’acciaio” di Jünger; “Arcipelago Gulag” e “Padiglione Cancro” di Solženicyn; “Le uova del drago” di Pietrangelo Buttafuoco; “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar.

Queste informazioni le potete trovare sul profilo Myspace del giovane e dinamico assessore. Una bibliotechina di tutto rispetto – Buttafuoco a parte – forse solo un po’ troppo aderente allo stereotipo dello scaffale destrorso… sa di scopiazzata dalla stagista dell’ufficio stampa. Ma tant’è.

Caro Assessore, mi duole informarLa che certe idee del cazzo, oltre ad essere ripugnanti, in democrazia non si possono mettere in pratica e – ahilei – servono unicamente a coprire di ridicolo il loro estensore. E ringrazi quelli di Wu Ming che La deplorano serissimi, anziché buttarla in vacca (un’occasione mancata per praticare lo sberleffo situazionista, peccato), sono tra i pochi che possono prenderLa sul serio.

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